Le cantine di Montalcino
Enoturismo,  Italia,  Toscana

Le cantine di Montalcino: visite guidate e degustazioni

Se vi state chiedendo quali cantine di Montalcino visitare partirei dalla doverosa premessa che Montalcino e le sue tre frazioni – Sant’Angelo in Colle, Torrenieri e Castelnuovo dell’Abate – contano circa 6.000 abitanti e buona parte di loro è impiegata nella coltivazione, produzione o distribuzione del vino.

I produttori di Brunello di Montalcino sono 250 mentre gli imbottigliatori scendono a 200 unità. La produzione annua è di circa 6 milioni di bottiglie, dalla quale sono escluse il Rosso di Montalcino DOC e il Sant’Antimo DOC.

Questo per farvi capire che la scelta sarà tutt’altro che facile. Ma partiamo dalle basi…

Le vigne di Montalcino
Le vigne di Montalcino

La storia del Brunello di Montalcino

Nel 1320 il nome Brunello indicava un torrente presente del comune di Montalcino. In seguito, agli inizi del 1800, questo stesso nome fu dato a un’uva rossa diffusa nello stesso territorio. In quegli anni i vini di Montalcino erano prodotti con più uvaggi. Intorno al 1850 Clemente Santi realizzò un vino attraverso la vinificazione di un solo vitigno, il “Brunello”. Nacque così uno dei vini più riconosciuti a livello nazionale e internazionale.

Il comune di Montalcino ha 24.000 ettari di terreno ma solo il 15% è destinato alla coltivazione delle uve. Questo è dovuto principalmente a due fattori:

1) parte del suolo è formato da rocce e detriti che rendono difficile la lavorazione degli appezzamenti

2) i vigneti si contendono molti terreni con le coltivazioni di olivo.

Le cantine di Montalcino
Le cantine di Montalcino

Le caratteristiche del Brunello di Montalcino

Il Brunello di Montalcino è un vino rosso ottenuto da uve 100% Sangiovese. Questo è ciò che lo differenzia da altri vini toscani come, ad esempio, il Chianti che prevede una percentuale di uve Sangiovese dell’85%.

Il Brunello di Montalcino ha ottenuto il riconoscimento DOCG solo nel 1980. I requisiti principali, oltre alla composizione in purezza delle uve, sono l’affinamento per almeno due anni in botti di rovere e il riposo di almeno 4 mesi in bottiglia. Tengo tuttavia a specificare che il Brunello è un vino da invecchiamento, specialmente perché richiede tanto tempo per abbassare il livello di tannicità e rendere il sapore più gradevole al palato.

Le cantine di Montalcino
Le cantine di Montalcino

Le cantine di Montalcino

Scegliere quali cantine di Montalcino visitare è un’impresa assai ardua: c’è chi predilige le storiche Banfi e Col d’Orcia; chi preferisce le pluripremiate Casisano e Altesino; chi ama le moderne Podere delle Ripi e Sanoner. Non serve essere dei sommelier per valutare le diverse annate; spesso basta solo avere un buon palato e saper leggere il prezzo delle bottiglie…

Cantine storiche

Castello Banfi

La location merita sicuramente una sosta. Castello Banfi è una meravigliosa tenuta che, oltre alla cantina, ospita un hotel appartenente alla catena Relais & Château e due ristoranti: La Taverna e La Sala dei Grappoli. La visita presso le cantine dura circa un’ora e mezzo e comprende un tour dei vigneti e una degustazione presso l’Enoteca Banfi. Qui potrete assaggiare 3 vini accompagnati da un aperitivo dello chef. Il prezzo è di 40 euro a persona.

Cantina Castello Banfi
Cantina Castello Banfi

Se non avrete voglia di partecipare a tutto il percorso guidato potrete comunque scegliere tra diverse degustazioni all’interno dell’enoteca. Oltre ai famosissimi vini toscani – il mio preferito è l’ExcelsuS2015 – Banfi vanta anche dei vitigni nell’Alta Langa, dai quali ricava degli ottimi Metodo Classico. Una buona alternativa per le vostre degustazioni.

Col d’Orcia

La cantina Col d’Orcia si trova nella frazione di Sant’Angelo in Colle. Con i suoi 140 ettari, di cui 108 destinati alla produzione di Brunello di Montalcino, quest’azienda vinicola è la terza produttrice di questa tipologia di vino. Dal 2010 la cantina ha iniziato il processo di conversione per ottenere la certificazione biologica.

Cantina Col d'Orcia
Cantina Col d’Orcia

Le visite guidate comprendono una passeggiata nel parco naturale della tenuta, un tour della cantina e una degustazione guidata di 3 annate “correnti”, incluso il Brunello. Il costo è di 15 euro. I più appassionati potranno scegliere di degustare 3 “grandi cru” – costo 30 euro – oppure una verticale di 3 annate “vintage” – costo 50 euro.

Cantine premiate

Tenuta Casisano

La Tenuta Casisano fa parte di uno dei più grandi gruppi vinicoli d’Italia: la Tommasi Family Estate. Nonostante l’imponenza e la forza commerciale del gruppo, questa cantina conserva un’anima autentica e tradizionalista. La famiglia Tommasi, grande amante delle colline di Montalcino, ha cercato dei vigneti da poter acquistare per oltre 20 anni, fino a quando – nel 2015 – non si è imbattuta in questa tenuta.

Casisano è una terrazza naturale ricca di biodiversità, a 480 mt d’altitudine, che domina il quadrante sud-orientale delle colline di Montalcino. La cantina possiede 22 ettari, tutti coltivati a Sangiovese, di cui 9 iscritti all’albo del Brunello di Montalcino. I vigneti sono divisi in dieci parcelle distinte. Il “cru” più prestigioso è quello del vigneto Colombaiolo, dedicato ad una riserva.

Tenuta Casisano, la visita
Tenuta Casisano, la visita

La produzione annua della cantina si aggira intorno alle 110.000 bottiglie che comprendono 3 referenze: Rosso di Montalcino, Brunello di Montalcino e Brunello Riserva Colombaiolo. Durante la vostra visita in cantina potrete degustarle tutte e, per i veri eno-appassionati, sarà possibile aggiungere al “tasting” anche una vecchia annata di Brunello. Le visite sono guidate da una signora molto preparata, che lavorava in cantina già nella gestione precedente, e prevedono un tour dei vigneti e della bottaia. Il costo varia dalle 22 alle 28 euro a seconda di cosa si vuole assaggiare.

Tenuta Casisano, la degustazione
Tenuta Casisano, la degustazione

Altesino

Siamo nelle colline orientali a nord-est di Montalcino, nel bel mezzo della Via Francigena. Qui si ergono le mura di Palazzo Altesi, guidato dalla famiglia Tricerchi fino al 2002, anno in cui la tenuta fu acquistata dalla famiglia Gnudi Angelini, già proprietaria di altri vigneti nella regione Toscana.

Altesino è una cantina che, negli anni, si è fatta “portavoce” di grandi innovazioni, affermandosi come una delle realtà di spicco nella produzione del Brunello. Fu proprio l’azienda Altesino, con il suo Brunello Montosoli, ad introdurre, nel 1975, il concetto di “cru”. In continuità con questo spirito d’innovazione, Elisabetta Gnudi Angelini ha ammodernato le strutture per le operazioni di vinificazione, affinamento e imbottigliamento.

Tenuta Altesino possiede circa 45 ettari vitati con una produzione annua di 250.000/300.000 bottiglie. I Brunelli di Altesino vengono affinati esclusivamente in grandi botti, come prevede la tradizione, e questa sarà una delle prime cose che noterete durante la visita guidata. La seconda particolarità sarà il colore giallo delle botti, un tocco di femminilità fortemente voluto da Elisabetta. Infine, se amate l’arte, potrete imbattervi in vere e proprie opere artistiche. A me ha colpito moltissimo una scultura gigante di Mitoraj esposta nel giardino antistante alla villa, dove oggi risiede la figlia di Elisabetta.

Tenuta Altesino, la visita
Tenuta Altesino, la visita

La cantina possiede diverse sale di degustazione ma la più bella è sicuramente quella ricavata da una botte scolma, sistemata vicino ai vigneti, con una splendida vista sulla città di Montalcino. L’enoturismo della cantina Altesino si rivolge principalmente a un pubblico americano, anche se la volontà della famiglia è di coinvolgere maggiormente il mercato italiano. Noi abbiamo assaggiato queste referenze:

  • Rosso di Montalcino 2018
  • Brunello di Montalcino 2016
  • Brunello di Montalcino Monsosoli 2016, un vigneto di 5 ettari le cui uve vengono vinificate separatamente dal 1975.
  • Palazzo Altesi 2016, il mio preferito
  • Alte d’Altesi 2017, un assemblaggio di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot in parti uguali.
Tenuta Altesino, la degustazione
Tenuta Altesino, la degustazione

Cantine moderne

Mastrojanni

Siamo nella zona a sud/est di Montalcino, nella frazione di Castelnuovo dell’Abate. Mastrojanni è una tenuta appartenente al gruppo Illy che vanta uno splendido Relais immerso nei vigneti e un ristorante di livello.

L’azienda possiede 108 ettari di terreno di cui 39 destinati alla produzione vinicola. Il loro vino più famoso è quello proveniente dal “cru” Schiena d’Asino. La cantina interrata e la sala degustazioni non potranno lasciarvi indifferenti. La visita comprende l’assaggio di 3 o 5 vini e il prezzo cambia a seconda dell’esperienza scelta.

Podere le Ripi

Non distante dalla cantina Mastrojanni troviamo un’altra azienda di proprietà della famiglia Illy: il Podere Le Ripi. Qui Francesco Illy ha voluto creare il vigneto più denso al mondo e l’ha chiamato Bonsai. Quest’esasperazione della percentuale di piante per ettaro è una delle caratteristiche che rendono unica questa cantina.

Cantina Podere le Ripi
Cantina Podere le Ripi

Un’altra peculiarità è data dall’architettura della “winery” che è ispirata a un teatro greco. La sua forma circolare viene ripresa anche sottoterra, nella bottaia; camminerete infatti all’interno di una vera e propria spirale. L’ultima particolarità è la scelta dei nomi dei vini tra i quali cito Amore e Follia, Lupi e Sirene – il mio preferito – e Cielo d’Ulisse. I tour e le degustazioni sono privati e comprendono spiegazioni sull’agricoltura biodinamica e sui processi di lavorazione del terreno.

Tenuta Sanoner

Tenuta Sanoner è un’azienda vinicola molto giovane di proprietà della famiglia Sanoner, conosciuta in tutto il mondo per la catena alberghiera cinque stelle Adler Resort. La struttura è un piccolo gioiello architettonico inserito nella splendida valle del fiume Orcia, ai piedi di Bagno Vignoni.

Il punto cardine dell’azienda vinicola è l’applicazione dei principi di agricoltura biodinamica. Nella cantina Sanoner si adottano metodi di vinificazione all’avanguardia, nel totale rispetto dei ritmi della natura. La tenuta possiede 37 ettari di terreno di cui 13 vitati. Purtroppo solamente 6/7 ettari sono attualmente attivi e la produzione annua non supera le 30.000 bottiglie. L’obiettivo della cantina, quando tutte le vigne saranno produttive, è di assestarsi intorno alle 60/70.000 bottiglie annue.

Tenuta Sanoner, la visita
Tenuta Sanoner, la visita

L’attuale produzione della cantina è destinata principalmente alle strutture Adler Resorts e a poche altre realtà italiane. Tuttavia, è possibile visitare la tenuta e acquistare i loro vini direttamente in loco. Sanoner, essendo un brand giovane, non può proporre Brunelli di Montalcino o “riserve” e presenta quindi una gamma poco convenzionale:

  • Aetos Orcia Sangiovese 2018
  • Aetos Orcia Sangiovese Riserva 2016

Le uve di questi due vini fermentano spontaneamente grazie alla sola azione dei lieviti indigeni in tini speciali di cemento provenienti dalla Francia. Successivamente vengono affinati in barrique e/o piccole botti di rovere.

  • Aetos Rosé: solo uve Sangiovese. Fermentazione in tini d’acciaio.
  • Aetos Rosé Brut: solo uve Sangiovese. Fermentazione in autoclave.
  • Aetos Exra Brut: uve Sangiovese e Chardonnay. Fermentazione in tini d’acciaio.

Aetos in greco antico significa aquila. La maestosa regina dei cieli – Adler nella lingua sudtirolese – è da sempre il simbolo delle aziende Sanoner.

Tenuta Sanoner, la degustazione
Tenuta Sanoner, la degustazione

Non solo Montalcino, non solo cantine…

Se, oltre alle cantine, volete scoprire altri luoghi turistici v’invito a leggere il mio articolo dedicato a Montalcino e alla Val d’Orcia. Se, invece, amate follemente l’enoturismo non perdetevi il mio approfondimento sulle cantine del Chianti Classico.

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