Cosa vedere a Phnom Penh, la capitale della Cambogia
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Cosa vedere a Phnom Penh, la capitale della Cambogia

In quest’articolo vi parlerò di cosa vedere a Phnom Penh, la capitale della Cambogia. Lo farò iniziando con qualche imprescindibile cenno storico e continuerò col descrivere i luoghi turistici principali.

Monaci nella capitale della Cambogia
Monaci nella capitale della Cambogia

Phnom Penh è quanto di più distante possiate immaginare dalla parola “capitale”. La totale assenza di edifici sviluppati in altezza la rendono quasi surreale. Questa città è totalmente priva di uno skyline e vive ancorata alle antiche tradizioni e alla sua storia cruenta. Nonostante il recente capitolo storico l’abbia resa “famosa” nel mondo per le crudeltà e il dolore inflitti al suo popolo, gli abitanti della Cambogia sono estremamente gentili ed accoglienti. La loro priorità è guardare avanti e la trasmettono a chiunque arrivi in città.

Gli abitanti di Phnom Penh
Gli abitanti di Phnom Penh

Un po’ di storia

Sui libri di storia avevo studiato alcuni dei più grandi genocidi del passato – lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti, il massacro di tutti gli Indiani d’America, la tratta degli schiavi africani – ma non avevo mai letto nulla in merito al Pol Pot in Cambogia. Un orrore, dettato da ideologie politiche, che ha portato alla morte di quasi 3 milioni di persone in un paese che ne conteneva solo 20 milioni.

Mi sembra doveroso iniziare quest’articolo con un capitolo dedicato alla storia della nazione cambogiana. Nel 1975 Phnom Penh cadde nelle mani del leader Pol Pot e del suo esercito di Khmer Rossi che imprigionò gran parte della popolazione e iniziò uno dei più grandi massacri della storia. Chiunque si ribellasse a questo regime dittatoriale comunista veniva ucciso. I sopravvissuti erano costretti a lavorare nei campi in condizioni disumane. La dittatura durò 4 anni e oggi, a distanza di oltre 40 anni, la ricostruzione è ancora in corso. Quello che le nuove generazioni stanno cercando di fare è recuperare la storia e la cultura del paese che imperversava prima di quei fatti tragici.

Clima e sicurezza

A Phnom Penh il clima è comunemente caldo e umido, tanto che dovrete prevedere di fare almeno 3 o 4 docce al giorno per sentirvi asciutti. L’afa toglie quasi il respiro. La questione “sicurezza” è abbastanza sotto controllo. Applicando le normali regole del buon senso non avrete alcun tipo di problema a muovervi in città.

Il fiume Mekong nella capitale della Cambogia
Il fiume Mekong nella capitale della Cambogia

Cosa vedere a Phnom Penh

Due giorni saranno più che sufficienti per visitare i luoghi turistici della città. Per muovervi fuori dal centro urbano vi consiglio di utilizzare i famosi tuk tuk, economici e folkloristici. Passeggiando nelle vie del centro storico imparerete invece a conoscere il popolo khmer e le sue abitudini. Vedrete numerosi venditori ambulanti, bancarelle in cui giovani donne prepareranno dolci di riso e cocco e respirerete i forti odori provenienti dalla strada. L’impatto sarà certamente violento. Ecco a voi un approfondimento su cosa vedere a Phnom Penh, la capitale della Cambogia.

Il traffico di Phnom Penh e i suoi tuk tuk
Il traffico di Phnom Penh e i suoi tuk tuk

Prigione S-21

Visitare questa ex scuola che nel 1975 era diventata una prigione di tortura è qualcosa di straziante. Questo museo rappresenta il luogo simbolo dello sterminio messo in atto dai Khmer Rossi. Un’auricolare accompagna i turisti all’interno delle varie stanze e racconta loro la storia di centinaia di cambogiani costretti a subire le torture più aberranti. Sarà impossibile non mettersi nei panni di quegli uomini e uscire da questo luogo senza trascorrere le successive due ore in un silenzio profondo e assordante.

Cosa vedere a Phnom Penh: la prigione S21
Cosa vedere a Phnom Penh: la prigione S21

Campi della Morte

Una fossa comune che potrebbe tranquillamente essere comparata ai campi di concentramento nazisti. Tramite la voce di un’audioguida verrete scortati all’interno di un luogo dove centinaia di persone trovarono la morte. In questi campi hanno lavorato duramente uomini, donne e bambini cambogiani e molti di loro sono tuttora sepolti qui. Vedere le loro ossa con i vostri occhi sarà un’esperienza che non vi farà mai più dimenticare questo drammatico pezzo di storia. Se vi verrà voglia di piangere fatelo. Perché buttare fuori il dolore e le emozioni è meglio che lasciarle sedimentare. Non è possibile ne educato scattare fotografie in questi luoghi. Non siamo in un parco giochi e soprattutto molte delle persone che incontrerete nel corso della visita hanno vissuto in prima persona la perdita di qualche caro.

Mercato Russo

Come ormai saprete amo i mercati e Phnom Penh non rappresenta certo un’eccezione. Nel mercato russochiamato così perché negli anni 80’ vedeva la presenza di molti immigrati russi – troverete frutta, verdura, spezie, indumenti e banchetti alimentari, dove poter assaggiare dell’ottimo cibo di strada. Tra le tante cose esposte vi consiglio di soffermarvi sul frutto della Garcinia che da anni riempie le riviste di attualità e benessere per i suoi effetti dimagranti.

Palazzo Reale

Non aspettatevi il fasto che trovereste in altri palazzi asiatici ma dedicate comunque una mezz’ora a questo edificio. I punti d’interesse sono la pagoda d’argentodov’è conservata una statua di Buddha in oro massiccio e 5000 piastrelle in argento – e la sala del trono.

Lo stupa di Palazzo Reale
Lo stupa di Palazzo Reale
Cosa vedere a Phnom Penh: il Palazzo Reale
Cosa vedere a Phnom Penh: il Palazzo Reale

Sisowath Quay

Sisowath Quay è la via principale della capitale cambogiana e può essere paragonata a uno dei nostri lungomari. Bambini che si svagano con il pallone, ragazzi che fanno jogging e anziani che giocano a carte. La sua particolarità è data dal fatto che costeggia ben due fiumi perché è qui che confluiscono il Mekong e il Tonle Sap River. Sull’altro lato della strada troverete invece numerosi bar, locali e piccoli negozietti.

Cosa vedere a Phnom Penh: Sisowath Quay
Cosa vedere a Phnom Penh: Sisowath Quay
Una partita di calcio in Sisowath Quay
Una partita di calcio in Sisowath Quay

Wat Phnom

Questo tempio è chiamato anche “tempio della collina” perché sorge sull’unica altura della città, creata appositamente per lasciare spazio all’edificio. È diventato un simbolo di Phnom Penh proprio perché l’area urbana non possiede altri monumenti sviluppati in altezza. L’elemento che mi ha colpito di più è stata la scalinata con sculture di serpenti e leoni. La popolazione viene qui a pregare e chiedere un po’ di fortuna nella vita.

Cosa vedere a Phnom Penh: Wat Phrom
Cosa vedere a Phnom Penh: Wat Phrom

Museo Nazionale

Il Museo Nazionale è uno splendido edificio dalle pareti rossastre che conserva resti dell’arte angkoriana. Qui potrete raccogliere informazioni sull’origine di questa cultura e prepararvi per una futura visita al sito archeologico di Ankor.

Cosa vedere a Phnom Penh: il Museo Nazionale
Cosa vedere a Phnom Penh: il Museo Nazionale

Dove mangiare a Phnom Penh

Durante il giorno vi consiglio di sperimentare uno dei tanti mercati della città o, se non avete problemi di stomaco, di fermarvi in una delle bancarelle che vendono cibo sulla strada. La sera concedetevi una cena in un lussuoso ristorante cambogiano. Nello specifico ve ne vorrei segnalare due. Il primo si chiama Malis ed è uno dei ristoranti più famosi di tutta la Cambogia. Il locale è molto elegante e i piatti sono decisamente creativi e ben presentati. Potrebbe tranquillamente fare concorrenza a un ristorante etnico milanese. Il secondo ristorante si chiama Romdeng ed è famoso in città per il suo piatto di ragni fritti. La villa coloniale che lo ospita è bellissima e il personale è molto gentile. In entrambi i locali i prezzi sono alti per lo standard cambogiano ma bassi per quello europeo.

Ristorante Malis, Phnom Penh
Ristorante Malis, Phnom Penh

Vita notturna

A Phnom Penh non mancano certo i bar in cui sorseggiare una birra Angkor ghiacciata. Scegliete una delle tante terrazze di Sisowath Quay con vista sul fiume. Molti di questi locali si trasformano in discoteche e – in seconda serata – potrete ballare al ritmo delle hit cambogiane o della musica reggae, che qui va tanto di moda.

Tra i locali dedicati all’happy hour consiglio la terrazza del Foreign Corrispondents Club (FCC), un palazzo coloniale passato alla storia per avere ospitato la sala stampa estera durante il periodo di guerra. È da qui che i corrispondenti di tutto il mondo aggiornavano il pianeta su quello che succedeva in città.

Dove dormire a Phnom Penh

La prima cosa che vi suggerisco è di scegliere una struttura con la piscina per allentare un po’ il caldo soffocante che respirerete in città. Nelle ore più afose sarà praticamente impossibile girare a piedi per Phnom Penh e potrebbe tornarvi utile fare un tuffo. Io ho dormito al TeaHouse Asian Urban Hotel, una struttura moderna posizionata in una zona residenziale della città. Piscina, colazione e pulizia sono solo alcuni dei punti forti di questo hotel.

TeaHouse Asian Urban Hotel, Phnom Penh
TeaHouse Asian Urban Hotel, Phnom Penh

Spostarsi da Phnom Penh a Siem Reap e Sihanoukville

Il modo più semplice per raggiungere le altre due mete più visitate della Cambogia è quello di utilizzare l’economico servizio di autobus. L’unica cosa a cui dovrete prestare molta attenzione è la scelta della compagnia con cui viaggiare perché alcuni bus sono veramente vecchi e potrebbero allungare di molte ore il vostro spostamento. Meglio investire una decina di dollari in più che ritrovarsi a piedi. Io ho utilizzato la compagnia Mekong Express. Evitate i mini-bus perché sono decisamente scomodi e poco sicuri. Se non avete problemi di soldi optate invece per un taxi privato da condividere magari con altri viaggiatori.

Per saperne di più su Siem Reap, Angkor Wat e Sihanoukville vi rimando al mio articolo di approfondimento sui luoghi da vedere assolutamente durante un viaggio in Cambogia.

Sarei invece molto curiosa di conoscere le opinioni di altri viaggiatori sulla capitale della Cambogia. Se vi va scrivetemele pure qui sotto.

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