Cosa vedere a Bolgheri
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Bolgheri: cosa vedere nel borgo medievale più “Super Tuscan” d’Italia

In quest’articolo vi parlerò di cosa vedere a Bolgheri, il borgo medievale della provincia di Livorno conosciuto in tutto il mondo per i suoi vini Super Tuscan.

Questa lussuosa meta turistica, nella quale ha vissuto il poeta Giosuè Carducci, è un piccolo gioiello ubicato nella Costa degli Etruschi, a dieci chilometri dal mare.  All’interno di questo minuscolo borgo troverete enoteche, negozi di souvenir, botteghe che vendono profumatori d’ambiente e ristorantini tipici.

La Costa degli Etruschi
La Costa degli Etruschi

Bolgheri: cosa vedere

1. Viale dei Cipressi

L’attrazione più fotografata di Bolgheri è senza dubbio il Viale dei Cipressi, nominato più volte da Giosuè Carducci nella poesia “Davanti a San Guido”. Come ogni turista che si rispetti non potrete fare a meno d’accostare la macchina e fotografare quest’immensa distesa di cipressi, incorniciati da filari di viti e olivi, che, grazie a un gioco ottico, sembreranno tuffarsi nel Mar Tirreno. La lunghezza totale della strada è di 4,7 chilometri: inizia a San Guido e termina alla Torre del Castello, con la porta d’ingresso al borgo.

Viale dei Cipressi
Viale dei Cipressi

2. Castello di Bolgheri

La prima cosa che salta all’occhio, entrando nel meraviglioso borgo di Bolgheri, è il suo imponente castello medievale, appartenuto ai Conti della Gherardesca e, attualmente, di proprietà del discendente della famiglia Federico Zileri Dal Verme. Oggi questa struttura ospita la cantina più antica del territorio, nonché l’unica presente all’interno del paese.

Il castello di Bolgheri
Il castello di Bolgheri

3. Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo

Nei pressi della porta d’ingresso al borgo troverete l’edificio più antico di tutta Bolgheri ovvero la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, restaurata nel corso del ‘900 ma tuttora custode di splendidi affreschi.

4. I luoghi simbolo di Giosuè Carducci

Tra la lista dei luoghi da vedere a Bolgheri non possono mancare l’abitazione di Giosuè Carducciin Piazza Alberto, la statua della nonna del poeta – nel cimitero del paese e la casa in cui visse il suo primo amorein Piazza Teresa.

Le strade di Bolgheri
Le strade di Bolgheri

Bolgheri: dove mangiare

I ristoranti ubicati all’interno del borgo storico sono tutti molto turistici e decisamente cari rispetto a quello che offrono. Il mio consiglio è di spostarvi quindi lungo la “Strada dei Vini” e fermarvi all’Osteria Magona. Questo ristorante propone la migliore carne alla brace di tutta la zona, selezionata con cura dal famoso macellaio Dario Cecchini. Il servizio è eccellente, la carta dei vini rispecchia l’importanza del luogo in cui ci troviamo e il rapporto qualità prezzo è il migliore nel raggio di chilometri. Io ho mangiato un ottimo antipasto di carne cruda, una fiorentina con puntarelle e – per finire – una selezioni di gelati fatti in casa. Davvero consigliato!

Osteria Magona
Osteria Magona

Bolgheri: le sue cantine

Se vi state ancora chiedendo “cosa vedere a Bolgheri” la risposta è semplice: una cantina che produce i famosi vini appartenenti alla DOC Bolgheri, che fanno parte anche della “denominazione” Super Tuscan.

I Super Tuscan

Sommelier e amanti del buon bere giungono in questo luogo da ogni parte del mondo solo per degustare un calice di Sassicaia o Ornellaia. Se questi nomi non vi dicono nulla, dobbiamo partire dalle basi!

I Super Tuscan sono tutti quei vini Toscani prodotti da vitigni non autoctoni (come il Sangiovese), bensì da uve tradizionalmente coltivate in Francia, soprattutto nella zona di Bordeaux, tra cui Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. Io li considero dei vini decisamente “snob” e, non vi nascondo, preferisco di gran lunga la zona del Chianti Classico o del Brunello di Montalcino. Tuttavia, non si può lasciare Bolgheri senza aver visitato almeno una o due cantine della Costa degli Etruschi.

Perché preferisco altre zone? Perché i vini di Bolgheri sono cari e, spesso, i produttori cercano di “fregare” il turista arrivando a fargli pagare una bottiglia in cantina più di quanto la pagherebbero in enoteca. Questa cosa, sinceramente, mi è successa solo qui e non mi è per niente piaciuta. Senza contare, inoltre, che le risposte di molte aziende vinicole sono spesso scortesi e altezzose, quasi a porre l’accento sul fatto che “non abbiano bisogno di te”.

I vigneti di Bolgheri
I vigneti di Bolgheri

I Bolgheri Doc

La denominazione Bolgheri DOC nasce nel 1994 e prevede una combinazione di uve del territorio Toscano – Sangiovese, Vermentino e Trebbiano – e vitigni internazionali – come, ad esempio, Cabernet, Merlot, Syrah, Sauvignon e Petit Verdot. I Bolgheri DOC possono essere rossi, rossi superiori, bianchi, vermentino, sauvignon o rosati. Questo disciplinare “poco rigido” offre una grande libertà di movimento e di sperimentazione, consentendo di produrre vini che, pur appartenendo alla stessa denominazione, sono molto variegati.

Guado al Melo

La cantina che ho scelto di visitare, anche e soprattutto perché lontana da quanto scritto in precedenza sull’altezzosità dei produttori, è Guado al Melo.

Guado al Melo è un’azienda familiare nata nel 2000, condotta da Annalisa e Michele Scienzaprofessore di viticultura all’Università di Milano – con l’intento di produrre grandi vini di territorio, in modo artigianale e sostenibile.

Questa cantina, completamente interrata ed ecologica, ha anche una biblioteca che ospita diverse migliaia di volumi sul vino. Per questo motivo i proprietari hanno deciso d’inglobarvi un museo che racconta la storia e la cultura del territorio di Bolgheri.

La cantina Guado al Melo
La cantina Guado al Melo

Le vigne, circondate da boschi della macchia mediterranea e uliveti, testimoniano l’importanza data alla viticultura integrata, alla biodiversità e all’equilibrio del suolo. La cantina è estremamente sostenibile perché dotata di lucernari, canali per la raccolta piovana e sprovvista di alcuna refrigerazione automatica.

La cantina Guado al Melo prende il suo nome dal fatto d’essere posizionata vicino ad un torrente con un guado mentre il logo richiama la prima storica rappresentazione della vite disegnata su un vaso etrusco. L’azienda vinicola possiede 16 ettari e produce principalmente vini Bolgheri DOC.

La degustazione

1. AIRONE: Vermentino

2. ANTILLO Bolgheri: a base Sangiovese, rappresenta l’anima più antica del territorio

3. RUTE Bolgheri: classico blend bolgherese, rappresenta l’anima più contemporanea

4. ATIS Bolgheri Superiore: Cabernet sauvignon (80%), Rebo (15%) e Cabernet Franc (5%)

5. JASSARTE: un uvaggio di campo della singola vigna Campo Giardino con 30 varietà a bacca rossa

La degustazione presso Guado al Melo
La degustazione presso Guado al Melo

La Toscana è una delle regioni italiane di cui vi ho più parlato all’interno del mio blog. Oltre ad approfondire le zone vinicole, non perdetevi i miei articoli sulla Val d’Orcia e l’Isola d’Elba, il cui imbarco dei traghetti si trova a pochi chilometri di distanza dalla Costa degli Etruschi.

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