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Enoturismo nelle Langhe: dal Barolo al Metodo Classico

Le Langhe sono un’area geografica ubicata nel basso Piemonte, tra le provincie di Cuneo ed Asti. Nel 2014, insieme a Roero e Monferrato, questo territorio è diventato il cinquantesimo sito italiano Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Le Langhe vantano anche alcuni prodotti che testimoniano l’eccellenza italiana in ambito enogastronomico; tra questi citiamo tartufi, vini pregiati, nocciole, formaggi e pasta fresca.

Quando andare

I momenti migliori per visitare questa zona sono i mesi di ottobre e novembre, durante la Fiera del tartufo di Alba, e il mese di aprile, durante le festività pasquali. Tuttavia, ogni stagione ha i suoi colori e i suoi profumi sempre diversi, che spesso dialogano armoniosamente tra loro.

I vigneti delle Langhe
I vigneti delle Langhe

La produzione vinicola

Le Langhe vengono spesso paragonate alla Borgogna. In quest’articolo vogliamo parlarvi di quella che è considerata la vocazione principale di questa zona d’Italia: la produzione vinicola. Per farlo abbiamo scelto cinque cantine molto diverse tra loro che si distinguono per dimensioni, contesti paesaggistici e strutture architettoniche. Nelle Langhe i suoli, prevalentemente calcarei, hanno tessiture diverse anche a distanza di poche decine di metri: a volte sono molto sciolti e sabbiosi; altre volte più tenaci e argillosi. Inoltre, l’area geografica ha diverse lingue di terra con diversi microclimi. La bravura delle molteplici aziende vinicole sta nel conoscere la natura dei terreni e sfruttarne le peculiarità e le criticità.

Enoturismo nelle Langhe
Enoturismo nelle Langhe

L’enoturismo

Nelle Langhe il turismo legato al vino si divide principalmente in due grandi gruppi: gli esperti, ovvero i grandi appassionati di vini e amanti dei “cru”, e coloro che vogliono principalmente conoscere il territorio e abbinare giusto una o due visite alle cantine più famose, degustando principalmente i vini base.

Cantine internazionali

Ceretto

La Tenuta Monsordo Bernardina della famiglia Ceretto è forse la cantina più famosa di tutte le Langhe. L’azienda vinicola ne possiede quattro ma questo progetto architettonico, terminato nel 2009, rispecchia perfettamente la loro anima, in bilico tra tradizione e rinnovamento. Tutte le proprietà della famiglia Ceretto presentano strutture architettoniche particolari e vengono arredate con opere d’arte moderna. Un esempio su tutti è la famosissima Cappella del Barolo di Sol Lewitt e David Tremlett a La Morra.

Uno dei punti di forza della Tenuta Monsordo Bernardina è l’estensione dei suoi terreni e il fatto di vantare una posizione strategica, accentuata da una struttura unica nel suo genere: una grande bolla ovale in legno e vetro – chiamata acino – nella quale è possibile accogliere gli ospiti, restituendogli una sensazione d’immersione nelle vigne a 360 gradi. La proprietà si presta inoltre ad attività outdoor: la più famosa è un wine trekking di 3 km composto da 10 piazzole di sosta con illustrazioni che raccontano la storia dell’azienda.

Cantina Ceretto
Cantina Ceretto

La stirpe dei Ceretto è alla sua terza generazione ma – nonostante i 170 ettari di terreno, le 17 etichette e le centinaia di migliaia di bottiglie prodotte – durante le visite non sarà difficile imbattervi in qualche membro della famiglia. I Ceretto hanno contribuito a creare il “mito” dei vini delle Langhe e sono stati tra i primi a voler investire nella produzione di “cru” e di vini bianchi. Oggi applicano il biodinamico a tutta la coltivazione, con rilevanti cambi nelle lavorazioni e una minore resa per ettaro.

Ceretto cerca di limitare le visite a gruppi relativamente ridotti. Oggi ospita un massimo di 6 ospiti in contemporanea. Le varie esperienze si differenziano solo per la fase conclusiva di degustazione dei vini. La più completa, dedicata agli appassionati, prevede l’assaggio di qualche “cru” e ha un costo di 80 euro. Le visite vengono gestite da sommelier professionisti.

Referenza preferita: Barbaresco Asili DOCG

Cantina Ceretto
Cantina Ceretto
Inoltre…

La famiglia Ceretto ha investito molto anche nel mercato delle nocciole e in quello della ristorazione. Possiede infatti il ristorante stellato Piazza Duomo, gestito dallo chef Enrico Crippa, e il ristorante Piola, entrambi ad Alba.

Fontanafredda

Fontanafredda nasce da una storia d’amore: quella tra il Re Vittorio Emanuele II e la bella Rosin, sua amante. Questi e altri avvenimenti vi verranno raccontati durante una visita guidata che terminerà con una degustazione di tre vini presso il loro anfiteatro.

Fontanafredda – da 10 anni nelle sapienti mani di Oscar Farinetti – è un altro dei colossi vinicoli delle Langhe. A partire dalla vendemmia 2019 è anche la più grande azienda “certificata biologica” del Piemonte. La conversione all’agricoltura organica ha riguardato tutti i 120 ettari di vigneti, di cui 78 in un unico appezzamento ubicato intorno al borgo e alla cantina.

Cantina Fontanafredda
Cantina Fontanafredda

La visita della tenuta è sicuramente molto interessante, anche se spesso vi sembrerà che le guide recitino un copione, mancando un po’ di personalità. Vi verranno illustrati i punti chiave dell’azienda vinicola ovvero l’utilizzo di lieviti autoctoni, la fermentazione in cemento e acciaio, l’affinamento in botti di rovere, la quasi totale assenza di solfiti e l’imbottigliamento in vetro riciclato. La loro produzione è così suddivisa: 43% di vini rossi, 26% di vini bianchi, 28% di bollicine dolci e 3% di bollicine classiche.

Referenza preferita: Barolo Paiagallo

Cantina Fontanafredda
Cantina Fontanafredda
Inoltre…

L’azienda crede molto nell’enoturismo e per dimostrarlo ha trasformato il suo borgo – un’ex tenuta di caccia – in un villaggio dedicato al vino. Al suo interno, oltre alla cantina, troverete un centro congressi, un padiglione destinato agli eventi, l’hotel Vigna Magica, l’hotel Case dei Conti, il ristorante stellato Guido e l’adiacente gbistrot. È possibile, inoltre, fare delle lunghe passeggiate nel Bosco dei Pensieri: un percorso di meditazione nella natura articolato in 12 tappe.

Cantine a conduzione famigliare

Ettore Germano

L’azienda Ettore Germano, nata nel 1856, è ubicata su uno dei Cru più estesi di Serralunga d’Alba. Qui, dove ha sede la cantina, l’azienda possiede 10 ettari di Nebbiolo – per la produzione di vini rossi – mentre in Alta Langa è proprietaria di altri 10 ettari coltivati a Chardonnay e Pinot Nero – per la produzione dell’Alta Langa Metodo Classico e di vini bianchi – per un totale di 20 ettari e 170.000 bottiglie all’anno. Da molti anni le vigne sono coltivate seguendo il protocollo dell’agricoltura biologica ma la famiglia non è ancora convinta di voler proseguire su questa strada.

“Dico quello che faccio e faccio quello che dico” è la frase con cui Sergio, alla guida della quarta generazione della famiglia Germano, ha dato inizio alla sua chiacchierata. Le visite in quest’azienda vinicola sono molto tecniche: qui non amano lo storytelling e il romanticismo. La famiglia è orgogliosa di parlare e tramandare ancora il dialetto locale. Il momento più interessante dell’esperienza in cantina è riconducibile a un’installazione formata da quattro teche con all’interno un campione dei terreni appartenenti al territorio delle “Langhe”. La guida ve ne illustrerà i pregi e le relative differenze.

Cantina Ettore Germano
Cantina Ettore Germano

Alla famiglia Germano piace “ribaltare” il concetto di visita facendo prima assaggiare il vino e, successivamente, visitare la cantina con tanto di spiegazione sulla vinificazione. Le proposte di degustazione sono quattro ma noi vi consigliamo la “top experience” che prevede l’assaggio di un metodo classico, un nebbiolo e due baroli.

Referenza preferita: Barolo Prapò

G.D. Vajra

Questa è senza dubbio la visita più stimolante che possiate fare e lo è soprattutto perché per quest’azienda le degustazioni in cantina sono secondarie. Nonostante possiedano una moderna terrazza panoramica in cui ospitare i visitatori, i proprietari di G.D. Vajra preferiscono limitare gli incontri ai “soli interessati”. Il nostro consiglio è quindi quello di scrivergli con un po’ d’anticipo.

Abbiamo avuto la fortuna di essere accompagnati nella visita da Milenamoglie di Aldo Vajra – che, insieme a lui, gestisce la produzione di circa 500.000 bottiglie l’anno. Se dovessimo avvalerci di due parole per descrivere l’esperienza in cantina utilizzeremmo sicuramente gli aggettivi “poetica” e “coinvolgente”.

Cantina G.D. Vajra
Cantina G.D. Vajra

Una particolarità della loro azienda vinicola è data dalle vetrate, realizzate da Padre Costantino Ruggeri, un frate-artista che può vantare alcune opere anche all’interno del Duomo di Milano. I giochi di riflessi di queste vetrate mutano con la luce e il passare dei giorni, proprio come il vino. La passione per l’arte è presente anche nei disegni che adornano le etichette delle bottiglie, realizzati da un artista di nome Gianni Gallo.

Le visite vengono tenute dai familiari o da personale molto qualificato e costano 25 euro. L’obiettivo di queste esperienze, un po’ in controtendenza, non è tanto la vendita quanto la “formazione” del pubblico. I proprietari cercano di trasmettere al visitatore i tre principi chiave della loro produzione vinicola: rispetto del territorio, dell’uomo e delle diverse annate. Qui l’artigianalità è un’attitudine che ritroviamo in tutte le fasi della vinificazione: dalla cura meticolosa dei vigneti, alla triplice cernita manuale di tutte le uve, fino al controllo acino per acino.

Referenza preferita: Bricco delle Viole

Cantina G.D. Vajra
Cantina G.D. Vajra

Cantine storiche

Contratto

Contratto è stata la prima azienda in Italia a produrre uno spumante millesimato metodo classico e vanta una storia prestigiosa che dura da più di 150 anni. È una delle strutture più storiche di tutte le Langhe ed è stata dichiarata patrimonio UNESCO perché può annoverare oltre 5000 metri quadrati di cantine sotterranee scavate nel tufo calcareo fino ad una profondità di 32 metri. Le cantine mantengono una temperatura costante e naturale di 13 gradi e un tasso d’umidità ideale per la fermentazione in bottiglia e la maturazione lenta dei vini, ottenuti seguendo il metodo classico.

L’azienda vinicola, ubicata nella piccola città di Canelli, è stata nelle mani della famiglia Contratto fino al 1993, passando poi a Carlo Bocchino e, successivamente, a Carlo Rivetti, già proprietario della famosissima cantina La Spinetta. Oggi Contratto produce 170.000 bottiglie l’anno di Alta Langa DOCG millesimati – stessa vendemmia – e pas dosé – senza aggiunta di zuccheri. L’azienda possiede 35 ettari di vigneti di cui 30 di pinot nero e 5 di chardonnay. Per disciplinare i vitigni devono essere ad almeno a 350 mt di altezza.

Cantina Contratto
Cantina Contratto

Abbiamo svolto la nostra visita con Fabio, una guida bravissima e molto appassionata del suo lavoro. Il costo è di 25 euro e include la degustazione di 3 vini. La cantina organizza spesso anche eventi e cene che hanno come ospiti chef stellati italiani e internazionali. Oltre a fare vino producono anche un discreto vermouth.

Referenza preferita: Cuvée Pas Dosé 2010

Passione enoturismo

La mia idea è di arricchire al più presto quest’articolo con nuove cantine. Nel frattempo, se siete appassionati di vino ed enoturismo non perdetevi i miei articoli sul Chianti Classico, sul Brunello di Montalcino, sulla Franciacorta e – perchè no – su Conegliano e Valdobbiadene.

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